Il Popolo della Libertà e.................lo "stato di polizia"

di Saverio Laleo

Mar, 09/03/2010 - 06:35

E' tornato il Capo del Popolo della Libertà,
e Presidente del Consiglio di noi tutti italiani,
a parlare, esaurito il ciclo produttivo dell'oppio anticomunista,
di “stato di polizia”. Ancora una volta.
E con l'abituale perfetta calibrata ossessione.
E questa volta molto opportunamente, in verità,
data l'agitata, ma per fortuna, a maggioranza, silenziata, situazione elettorale,
per marcare, con correttezza, il ruolo di garanzia di legalità
svolto dal Suo governo,
a difesa, con un decreto legge, della nostra libertà di voto regionale.
E ha gridato, consapevole del luccicante carisma dell'imprenditore
amato dai suoi felici collaboratori, Letta sopra tutti
(la figura di Letta, onore al vero, assume sempre più, giorno per giorno,
il suo spessore di gigante, e, quanto prima, sarà necessario declinare
i suoi grandi meriti alla luce del sole),
proprio contro la sinistra,
rea, quest'ultima, di costruire, dall'opposizione, un vero stato di polizia.
“Se, alle prossime elezioni regionali” -grida appunto per telefono il Capo ai suoi fedeli-
“vincesse il centrosinistra, si cadrebbe in uno "stato di polizia"....”
-e per dar forza alle sue parole, aggiunge, per i suoi seguaci e simili,
coerentemente dimentico di chi non ha, o ha perso, il lavoro-
“se tornasse al Governo la sinistra rimetterebbe l'Ici sulla prima casa,
aumenterebbe dal 12,50% al 25% le tasse su Bot e Cct,
introdurrebbe la patrimoniale sui piccoli immobili,
perché è in questo modo che vuole ridurre il deficit pubblico...
La sinistra vuole limitare a 100 euro i pagamenti in contanti,
obbligando a pagare il resto con assegni o carte di credito
e questo significherebbe precipitare in uno stato di polizia tributaria”.
Lo spettro dello stato di polizia della sinistra,
magistralmente rappresentato, sia pure per telefono, dal Capo del Popolo della Libertà,
è così svelato, e appare in tutta la sua malvagità,
agli occhi, vivamente preoccupati, di tutti i Popolani della Libertà:
Ici sulla prima casa, 12,50% in più di tasse su Bot e Cct,
patrimoniale sui piccoli immobili, limite dei pagamenti in contanti a 100 €.
E subito i Popolani della Libertà, ascoltata la parola gridata del Capo,
imbracciano la propria originale cultura liberale, e, da veraci paladini dell'amore,
partono per sconfiggere questo “stato di polizia” in pectore della sinistra.
E non solo con il voto a Caldoro e compagnia bella,
ma anche con privati comportamenti virtuosi,
utili ad aggirare l'odioso occhio vigile di questo stato di polizia,
guidati, e salvati, dall'alto esempio di successo del grande Capo.
Così, ottimamente preoccupati dell'Ici sulla prima casa, quasi da paura colpiti, i Popolani della Libertà
non hanno tempo per informarsi da più fonti e, magari, leggere le ultime intercettazioni,
sebbene raccolte -è vero- dagli investigatori di questo “stato di polizia”,
“in spregio -per usar le sdegnate parole del Capo della Libertà
e Presidente di noi tutti italiani-, a un diritto fondamentale: la riservatezza e la privacy”,
per giunta spendendo soldi pubblici.
E, purtroppo, per colpa di qualche birbantello, si getta solo fango su persone perbene.
O no?


donna di denari