di Cesidio Celidonio, Angelo Berardini, Alessandro Calaprice
Ven, 26/02/2010 - 07:21
Le gravissime denunce contro il senatore Nicola Di Girolamo, eletto nel 2008 nella Circoscrizione Estero/Ripartizione Europa, sono una conferma eclatante delle distorsioni e delle illegalità che hanno fortemente condizionato il voto degli italiani all’estero. Dagli elementi che vengono forniti nell’indagine della magistratura, emerge il ruolo oscuro e determinante svolto dalla criminalità organizzata nella raccolta del voto. Si tratta di un fatto che getta un’ombra ancora più inquietante sulle procedure adottate per il voto degli italiani all’estero. Anche per rispetto dei tanti cittadini italiani in Europa che credono nella democrazia e nella legalità, ci auguriamo che questa volta il Senato accolga la richiesta di arresto avanzata dalla magistratura.
Ma è utile ricordare che questo episodio, indubbiamente più clamoroso di altri, si iscrive in un meccanismo di voto che, come abbiamo potuto constatare di persona, ha dato adito ad innumerevoli irregolarità ed anomalie. Del resto già in occasione dello spoglio sono state avanzate denunce di brogli, come pure sono stati segnalati in diverse sedi consolari delle quattro ripartizioni notevoli disguidi nell’invio e nella ricezione delle schede elettorali.
Alla luce di quanto va emergendo a proposito della raccolta dei voti di Di Girolamo, riteniamo che sia necessario riaprire la questione del voto degli italiani all’estero sia nei diversi aspetti procedurali rimasti non chiariti, sia con una riflessione più complessiva sulla rappresentanza degli italiani all'estero.
In questo senso riteniamo che un primo segnale forte e concreto debba venire da un’inchiesta parlamentare che indaghi sulle modalità organizzative e procedurali del voto per corrispondenza, sui meccanismi di raccolta delle preferenze e sulle migliaia di schede “taroccate” rilevate nel corso dello scrutinio. Sarebbe significativo se, in nome della trasparenza, l'inchiesta parlamentare venisse sollecitata dagli stessi deputati e senatori eletti all’estero.
Sul piano amministrativo chiediamo che i Ministeri interessati avviino un’approfondita ispezione sul funzionamento degli uffici elettorali dei Consolati durante la fase del voto: in particolare è necessario indagare sulle permanenti incongruenze dell'anagrafe consolare rispetto all'AIRE, sulla gestione delle schede, comprese quelle non recapitate. L'ispezione dovrebbe riguardare in particolare quelle sedi consolari, in primo luogo in Europa e in Sudamerica, in cui si sono emersi brogli clamorosi e su larga scala.
Sul piano politico pensiamo che sia urgente promuovere anche tra gli italiani all'estero, che avevano salutato come una conquista l'esercizio del voto in loco e l'istituzione della Circoscrizione estero, un dibattito aperto, coraggioso, se necessario autocritico, sull'intero assetto della rappresentanza e sulle politiche che l'Italia porta avanti nei loro confronti. Un dibattito che tenga conto dei risultati, a nostro avviso poco significativi, conseguiti dai deputati e senatori della Circoscrizione estero, e che si basi su un'analisi aggiornata degli effettivi bisogni ed interessi degli italiani all’estero e della loro evoluzione culturale e sociale.
La nostra riflessione ci porta a dire che dal 2006 al 2010 la rappresentanza degli italiani all’estero si è andata sempre più configurando come una sorta di “riserva indiana” scarsamente utile anche agli interessi degli italiani all’estero. Siamo convinti che, rinunciando alla Circoscrizione estero, ma preservando la possibilità ai “cittadini” italiani di iscriversi alle liste elettorali e di esercitare in loco il loro voto, sia possibile individuare forme di rappresentanza che in definitiva possono dare maggiore peso politico e contrattuale alle comunità italiane nel mondo.
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ANGELO SARACINI Comunicato
ANGELO SARACINI
Comunicato Stampa
Fino a prova contraria siamo tutti innocenti,ma per essere innocenti bisogna prima di tutto essere onesti e qualche volta coraggiosi.
Il caso DiGirolamo piomba sull’Italia come un altro masso che trascina illegalita’ nel fango di una politica italiana che non si accorge piu’ neanche degli schizzi che gli arrivano addosso.
Eppure questa e’ una prova di come interessi e malaffare sono diffusi anche tra le comunita’ italiane all’estero.
Leggendo i verbali dei Gip ,che svolgono indagini all’estero,si trovano spesso riferimenti a ambasciate,consolati o anche ad altre rappresentanze italiane che sono coinvolte,a vario titolo, in diversi affari con italiani o con imprese che svolgono attivita’ di indubbio carattere legale.
E próprio perche’ in questo período,e gli esperti ai lavori all’estero lo sanno,in primis i parlamentari eletti come DiGirolamo, si discute di riforme dei Comites,del CGIE e di altre nostre rappresentanze,ma non si discute delle innumerose illegalita’ che ci sono state in alcune istituzioni italiane….alll’estero.
Se si vuole avere un idea di come ,per esempio in Grecia,si sono svolte le elezioni dei passati comitati,accettando firme false col beneplácito delle istituzioni………qualcuno potrebbe andare a rileggersi i verbali ……in ambasciata.
Angelo Saracini
Ex Pres.Comites Grecia
www.angelosaracini.com
http://www.lanartist.com/wordpress/
http://osservatoriolegalitagrecia.iobloggo.com/
Atene 25-febbraio 2010