Certo oggi avrei voluto avere la possibilità di fare un intervento diverso. I fatti di recente cronaca politica ci costringono a considerare nuovi scenari. Presto potremmo essere in campagna elettorale. Abbiamo la necessità di capire come ci presenteremo davanti ai cittadini. Le forme e soprattutto le idee che sapremo proporre saranno determinanti per sapere se in Italia sopravvivrà una Sinistra politica. Una Sinistra che, detto per inciso, non ha avuto esitazioni nel votare, compatta, a favore di un governo di cui pure non condivideva pienamente tutte le azioni. Tuttavia questo intervento non può, non deve essere centrato sui fatti di ieri; abbiamo il dovere di guardare al futuro.
La nostra priorità, come siamo abituati da sempre a pensare, deve essere quella di mettere le idee al centro del nostro operato. Per questo l’assemblea di oggi deve essere per noi giovani soprattutto una sfida. Dobbiamo essere capaci di proporre idee di cambiamento che ribadiscano la necessità della Sinistra in questo paese. Non ci devono interessare solo le politiche giovanili. Dobbiamo avere l’ambizione di aprire confronti su tutti i temi sensibili della società italiana. Certamente potremo partire dai temi a noi più familiari: precariato, scuola e università pubbliche. Ma dovremo andare oltre, a cominciare dai problemi più seri. Oggi sappiamo che il merito è l’unico antidoto a una società in cui sono normali collusioni, ingiustizie e corruzione. Ma il merito non deve essere la scusa dei ricchi per escludere i poveri ma la carta che garantisce la reale mobilità sociale. Per questo una delle priorità deve essere la difesa dell’istruzione pubblica scolastica e universitaria. La repubblica deve formare cittadini consapevoli, che siano liberi di scegliere. Autodeterminazione, il che oggi significa anche rifiutare le ingerenze vaticane nella sfera privata dei cittadini e in quella pubblica della politica. Come giovane donna sono terrorizzata dall’attacco che il presidente della mia regione, Roberto Formigoni (candidato alla successione di Ratzinger), sta mettendo in atto nei confronti della legge 194. Non ci credevano allora, durante la campagna per i referendum, quando dicevamo che questo sarebbe accaduto. Ora è sotto gli
occhi di tutti e contribuisce ad alimentare un sistema dove diritti ieri acquisiti oggi diventano un privilegio solo di chi se li può permettere.
Oggi, inoltre, non possiamo perdere l’occasione di essere noi l’elemento
propulsivo di una nuova unità a sinistra. Solo noi possiamo essere la garanzia che la novità non sia solo di facciata. Negli ultimi anni troppo spesso abbiamo assistito a creazione di nuovi partiti o federazioni con l’obbiettivo “gattopardiano” di cambiare tutto per non cambiare niente nell’immutabile museo della politica italiana. Non siamo interessati a processi di questo genere.
Non ci interessa neppure un cartello elettorale: questa soluzione ci
costringerebbe ad oscillare fra la massima litigiosità e l’apparenza di una
coesione. Pretendiamo di più e, noi per primi, dobbiamo e vogliamo dare
l’esempio. Proveniamo da esperienze diverse: sindacalismo studentesco e universitario, associazionismo culturale e movimenti giovanili politici sia
partitici sia d’opinione. Oggi ci troviamo per confrontarci sui rapporti fra di noi e con la Sinistra e l’arcobaleno.
Abbiamo una concezione alta della politica, abbiamo idee chiare su cosa
significhi essere di sinistra. E lo testimoniamo ogni giorno, con le nostre
iniziative, i nostri volantini, i nostri giornalini. Tra ragazzi e ragazze che della
politica hanno in genere una pessima opinione, e probabilmente poco sanno delle differenze tra destra e sinistra. Tutti sappiamo come non sia affatto facile aprire qualche breccia nel muro del menefreghismo imperante e battere i pregiudizi, o anche i comprensibili timori, dei nostri coetanei nei confronti dell’impegno politico. Ma proprio per questo a noi spetta un compito ancora più faticoso, cogliere quei malumori legittimi che aleggiano tra le giovani generazioni, malumori che si scontrano con una politica apparentemente lontana e assente, e riuscire ad incanalarli verso quella passione per la politica che ci ha stregati. Con quella passione e quei sentimenti che ci fanno alzare all'alba per i volantinaggi e ci fanno arrivare a notte fonda davanti ai tavoli delle riunioni, che ci ha fatto sorridere, piangere e preoccupare, come in questi ultimi giorni.
Dobbiamo partire da qui per riconoscere i motivi che ci spingono ad un
percorso unitario e ad offrire il nostro contributo a Sinistra Democratica. Senza per questo replicare i fallimenti del passato: sicuramente è un vantaggio aver condiviso, spesso con entusiasmo, esperienze collettive in passato e oggi ci permette di non ripeterne gli errori. Spontaneamente molti di noi hanno già fatto questo percorso nei propri territori. Molte associazioni locali sono nate per salvaguardare storie collettive. Alcune di queste hanno deciso, dal basso, di unirsi in una network che abbiamo chiamato left youth – rete giovani di sinistra.
Questo percorso ci permette oggi di ricostruire spazi aggregativi e di dibattito per i tanti, troppi giovani che li domandano senza che la politica ufficiale sia in grado di offrire risposte.
E oggi, proprio oggi, che il ruolo e la funzione della sinistra nel nostro paese vengono messe in discussione ha veramente senso parlare del futuro nostro e della Sinistra. Per me, per noi tutti, questa assemblea oggi è una nuova partenza, la partenza di una nuova storia collettiva. Non lasciamoci scappare questa occasione.
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