di Fabio Mussi
Mer, 24/02/2010 - 22:43
Principio di responsabilità e senso di colpa. Sono fondamentali. Siamo testimoni del naufragio di una Nazione, la nostra. Travolta dal basso, dall’individualismo amorale di massa, e dall’alto, dalla corruzione e dal sovversivismo delle classi dirigenti.L’ultimo affaire, quello della Protezione civile (nel quale i magistrati incappano nel corso di una inchiesta che riguarda amministrazioni toscane di centrosinistra), è di straordinaria potenza emblematica. La destra al governo è la migliore interprete di questo naufragio, ma non ne ha l’esclusiva.
Diciotto anni fa, Tangentopoli. Passata l’ondata di indignazione (della quale peraltro Lega e An, attualmente al governo alleate o incorporate nel Pdl, dettero una particolarmente esuberante interpretazione manettara e forcaiola), tutto si è ricomposto. L’ondata successiva è stata contro i “moralisti” e i “giustizialisti”. L’hanno alzata partiti e politici, giornali e tv, opinion makers e agenzie di manipolazione dell’opinione pubblica. Facciamo l’esempio del “terzismo” del Corriere della sera : si è alimentato di un realismo smagato e accomodante, di un cinismo pacato e confortevole. Questione morale? Ma va là, crederai mica ancora a certe favole…
Siamo reduci dalla celebrazione di Bettino Craxi, cui ha partecipato anche una parte del Pd, dopo l’archiviazione tombale di Enrico Berlinguer, cui ha partecipato negli anni larga parte del Pd. Ora, l’unico leader politico italiano che ha osservato senza abbassare lo sguardo la faccia butterata del potere, che ha collegato il destino d’Italia alla questione morale, che ha posto il tema della “diversità” come un programma per la sua parte, è stato Enrico Berlinguer.
Dimenticato Berlinguer (come venne precocemente raccomandato da personalità della stessa sinistra), condotta negli ultimi quindici anni una campagna battente contro moralisti e giustizialisti, effettivamente i giusti e gli onesti sono stati messi all’angolo. E così ci troviamo a nuotare in una “gelatina” dove brulica un’umanità degradata che domina, e avvelena, la vita della società e dello Stato.
Lo scandalo è senza precedenti. Ma nessuno di quelli che hanno contribuito a far cadere le resistenze politiche, le difese intellettuali e morali, si sente in colpa, o responsabile. E questo è l’altro lato del disastro italiano.
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carlo x Col senno del
carlo x
Col senno del poi.
Se ansiché fondare tre anni fa Sinistra Democratica avessimo aderito tutti al PD e da dentro si fosse cercato almeno di arginare certe falle, non credete, forse, sarebbe potuto andare diversamente?
Abbiamo perso del tempo prezioso e contribuito all'indebolimento di una larga fascia sociale, e perché no! di un'ampia CLASSE sociale.
Ora ci vorrà tempo avanti si recuperi qualcosa.
Possibile non si debba capire che la sinistra sensa unità non andrà più da nessuna parte?
E si ricominci a leggere il giovane Gramsci accidenti.
maranimarcel@tiscali.it Tu
maranimarcel@tiscali.it
Tu quoque Niki?
E poi dice che uno il suo voto, stavolta lo butta nel cesso di casa piuttosto che nel cesso delle partitocrazie, risparmiandomi così l'incombenza di arrivare fino al seggio per compiere la stessa identica operazione.
Perchè se a costoro non faremo bere l'amaro calice fino alla feccia, continueranno a gallegguiare ed a fare perpetui danni, vita natural durante, nascondendosi dietro l'alibi, che poi anche se mugugnamo, finiamo sempre per votarli.
Solo che, almeno per quanto mi riguarda, stavolta hanno capito male!
perchè i compagni del
perchè i compagni del nazionale e nichi vendola in prima persona non si degnano di dare una risposta ai tanti compagni calabresi che sono arrabbiati, avviliti, mortificati, dalla scelta di Nichi vendola di dare il proprio nome a una lista in sostegno di loiero fatta dai socialisti e da pochi amici di sel, una sparuta minoranza. almeno non copritevi dietro il silenzio e abbiate il coraggio dui dare una risposta e di dialogare con i compagni. L'unica che ha vuto la sensibilità di rispondere ai tanti messaggi è stata fulvia bandoli.
pino tassi
albertozen Caro Fabio, vai
albertozen
Caro Fabio,
vai dal magistrato a dire quello che sai sugli inciuci di D'Alema. Solo allora avrai il mio voto.
maranimarcel@tiscali.it Alla
maranimarcel@tiscali.it
Alla romana, papale papale, forte e chiaro: "A Fa'... ma ce senti da 'ste recchie?!?"
Con preghiera di risposta, dato che sono sul punto di invitarvi a fare una gita turistica, dalle parti di vaffffffank..o
albertozen Caro Fabio
albertozen
Caro Fabio Mussi,
forse non meriti di raccogliere tutte le nostre lamentele, che riguardano gli ultimi 18 anni, da quando un industriale milanese, da voi tanto ammirato, in pericolo di andare in galera, entrò in politica per salvarsi dalle patrie galere, dato che il suo protettore era fuggito con la cassa delle tangenti, ad Hammamet. Ma il tuo caro amico D'Alema e il generoso Veltroni, si sono sostituiti, con tutta l'amorevolezza possibile, a salvargli le reti tv, non facendo un minimo di campagna referendaria per lasciargliene solo una ed addirittura una sentenza della Corte Costituzionale imponesse di togliere a Berlusconi l'uso abusivo della frequenza RETE4 per darla al padrone di Europa7. Ma voi, amorevoli excomunisti,diventati iperliberisti, gliela avete lasciate all'insegna del volemose bene. Così avete messo la premessa a questa deriva della democrazia. Non sarebbe stato meglio se foste andati in pensione già nel '96?
Gradita risposta
maranimarcel@tiscali.it Belle
maranimarcel@tiscali.it
Belle parole che però mi portano a chiedere da: "Da che pulpito viene la predica?”
Infatti, dispiace dirlo ma caro Fabio, tu il treno lo hai perso il 5 Maggio, data storicamente tra l’altro infausta, al convegno del Palaeur, quando piuttosto che ascoltare le nostre istanze vi siete fatti la solita passerella Findus, già preconfezionata, precotta surgelata e riscaldata, parlandovi addosso e con la spocchia di chi vorrebbe, come si dice a Roma, insegnare la fratta al lupo, pretendevate di spiegare a noi, che i problemi li viviamo quotidianamente sulla nostra pelle, come si vive male da disoccupati, precari, casalinghe, cassintegrati, studenti, pensionati e dopo inconsistenti espressioni di un ecumenismo formale e di rito, avete proseguito sulla vostra personale strada di frazionisti antiunitari, fregandovene della spinta unitaria di cui eravamo portatori noi della platea, e che siamo usciti delusi, ingannati, e traditi.
E così, oltre che voi, avete fatto perdere il treno a quelle residue forze, democratiche e di sinistra che ancora ci illudevamo che foste capaci di mettere in campo qualcosa di nuovo, di positivo e di concreto.
Perchè se ci fossero stati concessi appena 5 minuti per fare una proposta, avremmo detto che era ora di porre il governicchio di Prodi, di cui anche tu eri ministro, di fronte all’aut aut, dicendo di partire con una forte accelerazione, per attuare quel programmone di cui vi eravate dimenticati, ed in primo luogo difendere, salvare, divulgare, ed attuare il dettato costituzionale, disatteso ed inapplicato addirittura da un sessantennio.
Poi subito il via, non dico ad una nuova legge elettorale, ma almeno a cancellare la “porcata” di Calderoli, restituendoci quella parte di sovranità espropriataci con il non poter più esprimere, come elettori, neppure la preferenza per un candidato di nostra scelta.
E subito dopo quella sul conflitto d’interessi e sul pluralismo dell’informazione, facendo leva sull’art. 43 della Costituzione, per “socializzare” e non privatizzare le frequenze, ed infine attuare le tre riforme indispensabili per procedere sul serio ad una azione concreta per rimettere in sesto lo Stato, allo scopo di renderlo più democratico, più efficiente e più giusto, procedendo con:
A) La riforma burocratica per avere apparati efficienti preparati, attenti e leggeri in grado di arrivare a decisioni rapide, con l’assunzione di ciascuno delle sue responsabilità;
B) La riforma fiscale con la lotta all’evasione ed al lavoro nero, in modo da reperire le risorse necessarie al risanamento, facendo si che a pagare il conto fossero finalmente quelli che sempre più avevano avuto e non ancora quelli che avevano sempre dato;
C) La riforma della Giustizia dotando la Magistratura di tutto il necessario, in modo da renderla efficiente e puntuale, e per avere certezza del diritto, sul principio che chi sbaglia paghi, restituisca in malloppo, risarcisca il danno e venga radiato a vita dai diritti civili, attivi e passivi.
E per dimostrare che non si stava scherzando, lasciare tutte le cariche e gli incarichi ministeriali e di governo, per marcare la distanze con un governo che avremmo continuato a sostenere dall'esterno solo per lealtà con gli elettori, ma che non ci rappresentava affatto e questo avrebbe dato la forza, a quanti operavamo nei territori per rintuzzare le spinte salienti del qualunquismo, perchè alla frase che tanto eravate tutti uguali e tutti a caccia di poltrone, potevamo smentire dicendo che i nostri, le poltrone le avevano invece lasciate, per dedicarsi interamente anima e corpo alla ricostruzione di quel Partito di cui tutti noi della base, ci auguravamo la resurrezione, che era altro da quell’aborto di Arcobaleno che al contrario ci avete alla fine propinato.
Invece rimanendo tenacemente abbarbicati alle vostre poltrone ci avete dato la chiara dimostrazione di quanto fossero calzanti le parole di Paolo Flores D’Arcais che aveva scritto:” Se mettiamo un politicante di professione di fronte all’alternativa di ritirarsi in pensione per fare avanzare il partito e viceversa, sceglie sempre il viceversa, perché la sua posizione personale, fa aggio sugli interessi che dovrebbe rappresentare”, perché voi con il vostro sciagurato agire ci avete dimostrato di avere più a cuore i vostri interessi e privilegi di casta, che non gli interessi degli elettori che tanto male avete rappresentatati e che ancora vorreste continuare a rappresentare chiedendo deleghe in bianco.
Ma fateci il piacere fateci!
PS
Sicuramente non credo che riceverò risposte a questa amara ma più che giustificata invettiva e denuncia, ed anzi non so neppure se la leggerai perché fin’ora alle domande da me poste ai vari autori, non ho mai ricevuto risposte anche se sollecitate, tanto che sto pensando di emigrare altrove e lasciarvi, come Budda, crogiolarvi da soli in estatica contemplazione dei vostri ombelichi, dato che in rete ci sono tante realtà interessanti, concrete e rinnovatrici, come ad esempio il Popolo Viola che sta germogliando, e speriamo che la primavera lo faccia fiorire per avere al più presto quei frutti e quei raccolti, che voi non siete stati capaci di coltivare e produrre, e che peggio avete perfino sperperato la grande eredità di valori, di impegno di entusiasmi, lasciatavi dal vecchio e glorioso PCI.
albertozen Per capire andate
albertozen
Per capire andate su questo link:
http://www.youtube.com/watch?v=uU3HppRH7SE
albertozen Le basi di queste
albertozen
Le basi di queste porcate provengono dal fatto che dopo Mani Pulite, invece di andare al Governo gente onesta, ha preso il potere il partito di uno dei tanti responsabili delle tangenti. Bastava stopparlo con la legge 361 del 1957, invece la sinistra lo ha lasciato entrare in Parlamento ed al Governo e non ha voluto fare la legge per eliminare dal Parlamento chi ha conflitto d'interessi. Inoltre, un certo D'Alema, doveva applicare la sentenza della Corte costituzionale che toglieva la frequenza di RETE4 per darla al vero proprietario. Certi politici dei DS dovrebbero andare in pensione e lontano dall'Italia, ma non hanno vergogna!!!Senza cervello, quindi senza vergogna!
albertozen Caro Fabio
albertozen
Caro Fabio Mussi,
la causa prima di questa nuova grossa tangentopoli è stata l'entrata in politica attiva di Berlusconi, cioè di uno che aveva avuto modo di costruire Milano2, nel modo che tutti conoscono; che aveva avuto ben tre reti tv, grazie a Craxi ed amici,ai quali arrivarono vari favori. Ma la colpa principale è di chi l'ha lasciato entrare in Parlamento, nonostante una LEGGE CHIARISSIMA LO IMPEDISSE, DATO CHE ERA CONCESSIONARIO DI UN BENE DELLO STATO, COME LE FREQUENZE, E PER GIUNTA UN GROSSO EDITORE.
Qualcuno dovrebbe fare, finalmente, un GROSSO MEA CULPA E ALLONTANARSI DALLA POLITICA, dato che nessuno degli elettori ha più fiducia in tali politici, che hanno devastato la DEMOCRAZIA.
Gradita risposta.
Il sud non è solo gomorra
Il sud non è solo gomorra ma vi sono tanti talenti ed energie. Ha ragione Vendola quando afferma ciò ma dobbiamo avere anche ben presente che vi è tanta corruzione e inquinamento delle istituzioni. Come fa il compagno vendola che è la nostra bandiera della nuova politica poi a prestare il proprio nome in calabria per una lista di una parte di sel più i socialisti schierati in difesa del sistema di potere di loiero. Quel loiero che in calabria ha soffocato le enereigie migliori, i talenti, le individuali , creando un sistema di potere personale che controlla tutte le nomine, tutti gli enti, tutte le risorse economiche pubbliche. Caro Nichi tu che in Puglia raprresenti il rinnovamento corri il rischio, facendo così, in Calabria di esere confuso con il peggio
Individualismo amorale di
Individualismo amorale di massa. Proprio così. Se penso che l'opposizione all'ideologia comunista, per esempio, da parte delle componenti più illuminate della Chiesa cattolica, verteva ( e verte ) sulla mortificazione dell'individuo che il marxismo avrebbe prodotto in nome del mito 'massificante' della classe, mi viene da dire che almeno quelle 'masse', per le quali hanno lavorato persone della statura di Berlinguer e di Pertini (giusto per citarne un paio), uno straccio di ideale per cui lottare lo avevano. Ed era questo aspetto - archiviato troppo frettolosamente come 'utopia' - che conferiva a quelle masse e agli individui che le formavano una formidabile connotazione etica.
Oggi, paradossalmente, essendo riusciti nell'operazione di 'gettare il bambino con l'acqua sporca' (vero sport nazionale in cui non temiamo rivali in giro per il mondo),diventa piuttosto difficile...recuperarlo il bambino.
Il bambino è certamente, come scrive Alessio Zanardo, il 'civismo laico'. Ma non solo. E' l'idea-ideale di un modello di sviluppo alternativo a quello imposto dalla logica del mercato. E' l'idea-ideale di una società più solidale o, meglio, che sceglie liberamente di organizzare se stessa e le sue diverse articolazioni (istituzioni rappresentative e partiti politici, organi di controllo e magistrature, sistema dell'informazione, strutture sanitarie e scolastiche,mondo dell'impresa e associazioni rappresentative dei lavoratori,ecc.ecc.)in modo meno conflittuale e più sinergico, meno divaricante e più unificante, meno emarginante e più accogliente. E' l'idea-ideale di una società meno incline agli 'effetti speciali' tipici dell'opulenza e più saggiamente sobria.
Se i laici-credenti, quelli impegnati nel realizzare le beatitudini su questa faccia della terra, e i laici- non credenti,quelli impegnati a recuperare i troppi bambini buttati con l'acqua sporca, torneranno a sognare,a studiare, a progettare e a lavorare insieme, sono certo che le nostre legittime ma sterili indignazioni dell'oggi lasceranno il posto a nuove passioni, a nuovi entusiasmi, a nuovi impegni.
Giovanni De Stefanis, SeL Portici
Il naufragio non è solo
Il naufragio non è solo della Nazione. E' anche della Sinistra entro di essa. Dobbiamo avere il coraggio di dircelo. Non per moralismo, ma per trarne conseguenze politiche. Troppe vicende di questo inizio di campagna elettorale hanno dell'incredibile.
Pensiamo alla Campania. Perché appoggiamo De Luca? E' un personaggio inqualificabile moralmente e politicamente. Il contrario di tutto ciò che è di sinistra o anche semplicemente civile. Gli argomenti usati dall'ineffabile gruppo dirigente di SEL campano per giustificare l'appoggio sono un'offesa alla nostra intelligenza. Dire "o lui o i casalesi" è accettare una logica di ricatto, una alternativa fra il peggio e l'ancor più peggio che accentua la crisi della democrazia e della politica invece di contrastrla con una alternativa di idee e di persone.
SEL fallisce strategicamente se accetta queste logiche.
Pensiamo all'altro caso della Calabria. Che farà SEL in Calabria? Ci sarà una lista? Per fortuna che c'è Nuccio Iovene che è un punto di riferimento per la sinistra e per tutti gli onesti, ma è maggioritario? Direi di no. Mi risulta sia stata presentata una sedicente lista di "Sinistra per Vendola" per appoggiare un altro inqualificabile come Loiero (con il quale è collusa per altro anche Rifondazione). Mi risulta anche che Vendola andrà in loco ad appoggiarli. Risponde a verità? Qualcuno a livello nazionale è in grando di dire una parola chiara?
Mi risulta che proprio a livello nazionale qualcuno aveva minacciato le dimissioni in caso di accordi e candidature impresentabili, vale ancora la discriminante morale e antimafiosa?
Lasciamo dunque riposare in pace Berlinguer. E sforziamoci per l'immediato di rettificare quello che ancora è possibile rettificare, subito dopo passiamo a costruire un nuovo partito della sinistra forte, radicato, democratico nella selezione di dirigenti e candidati.
Non si dica: 'dopo le regionali', perché se non si saldano subito questione morale e questione politica rischia di non esserci più un 'dopo'.
In qualsiasi altra Nazione
In qualsiasi altra Nazione mitteleuropea Fabio Mussi sarebbe un Baluardo politico-etico a cui riferirsi.Mah ahime'..anzi ahinoi, in questa Italiota nazione di nano -veline-lacche'amiciparentidipendenti-abominio di ogni minima regola democratica...viene relegato alla figura di un piccolo souvenir da incorniciare ad un tempo che fu'.
Spero che se questi abitanti(cittadini..non me la sento)si sveglieranno da questo torpore mortale, troveranno ancora un Mussi disponibile a riparare le macerie..nonostante loro.
Un forte abbraccio Fabio.
arturo
Effettivamente i giusti e
Effettivamente i giusti e gli onesti sono stati messi all'angolo. Pessimismo e senso di impotenza pervadono questo intervento - dettati dal quotidiano dalla vita reale piuttosto che dall’oblio dell'informazione, dipendente dai legittimi interessi di editori e lavoratori dei media. E si richiama un tema fondamentale: la diversità.
Negli anni di Berlinguer il tema della diversità aveva una forza politica che poggiava sulla vita dei figli di una Nazione che avrebbe voluto godere di quelle libertà che il benessere economico pian piano diffusosi avrebbe dovuto garantire. Senza esserne stato in alcun modo diretto testimone posso pensare che quella diversità pretendesse d’essere declinata nella forma del civismo laico, non nella semplice questione morale che lasciò intatti i dubbi sul sistema delle relazioni interpersonali nella vita politica, dove le strutture partitiche hanno continuato a manifestarsi nella non trasparenza, e immutati i rapporti di forza tra l’etica elastica del potere economico, organizzativo o mediatico e la rigida morale organizzata nel timore di commettere peccato o, peggio, nell’esigere il proprio diritto al peccato per manifestarsi diversi. Quella diversità collettiva ha omologato al potere in quell’individualismo amorale tanto diffuso da renderlo irriconoscibile come tale, perché figlio della logica statistica, della sociologia a buon mercato, della semplificazione a tutti i costi.
Amoralità tanto diffusa da rendere atti meritori agli occhi della propria parte reati come la corruzione o il peculato e rendere la classe dirigente avvezza all’omissione di atti d’ufficio, all’abuso di potere. Tutti fenomeni che possono essere letti come forme di efficienza, di produttività, di capacità di generare o gestire il consenso.
Si sente il bisogno, in questa Italia superficiale, criminale nei suoi pensieri più intimi, Nazione della propaganda e della prebenda, di donne e uomini onesti che amministrino senza distribuire denaro sulla base di gelatinose clientele, certo si sente il bisogno di donne e uomini giusti che non naufraghino in logiche oscure, nella politica delle amicizie, nella logica di famiglie costruite per vivere dell’indotto della politica. Ma soprattutto non si sente alcuna nostalgia del socialismo yuppie o della democrazia di parrocchia, innanzitutto perché ancora governano e poi perchè sembrano avere contemporaneamente la forza di proporsi come alternativa. Il timore forte è infatti che la costruzione di una alternativa di centro-sinistra a questo centrodestra parlamentare, sebbene elettoralmente vincente, possa non essere la soluzione. Così, forse sbagliando, leggo una domanda nelle sconsolate parole di Mussi: un nuovo centro-sinistra o qualsiasi alleanza elettorale con il PD aiuterà i giusti e gli onesti a uscire dall’angolo o farà sì che solo i bravi e i coraggiosi ce la facciano?
Alessio Zanardo