Simboli e persone

di Alfiero Grandi

Ven, 12/02/2010 - 06:59

Care compagne e cari compagni la segreteria di Sinistra Ecologia Libertà ha deciso di modificare il simbolo per le prossime elezioni aggiungendo “con Vendola”. Sono stato felice, almeno come tanti altri, per lo splendido risultato che Vendola ha ottenuto nelle primarie in Puglia, tanto più di fronte ad un evidente tentativo discriminatorio, del tutto immotivato, nei suoi confronti. Ciò detto la questione del nome nel simbolo non mi trova d’accordo. E’ già stato un errore imperdonabile avere “concesso” in passato a Berlusconi di mettere il suo nome nel simbolo elettorale, cosa che contrasta con la Costituzione che non prevede la nomina diretta del Presidente del Consiglio da parte degli elettori. Questo errore lo stiamo ancora pagando e permette a Berlusconi di affermare che è stato votato da tutti gli elettori del PDL, cosa non vera. Naturalmente mi è chiaro che poi ci sono stati Fini, Casini e purtroppo anche il centro sinistra non ha resistito alla tentazione di copiare Berlusconi.
Anche se altri nel centro sinistra non hanno resistito a questa tentazione, come del resto non hanno resistito a usare in modo discutibile una legge elettorale come quella in vigore, Sinistra Ecologia Libertà non dovrebbe - a mio parere - seguire questa strada, neppure per inseguire un possibile traino del nome di Vendola sulle liste.
So benissimo che IdV ha il nome di Di Pietro nel simbolo, che i radicali hanno usato questo meccanismo a piene mani e tuttavia mi chiedo e vi chiedo: che cosa c’entra SEL con questo ? Non dobbiamo essere diversi ?
Può essere che inserendo la frase: con Vendola nel simbolo ci sia la possibilità di avere qualche voto in più per l’effetto trascinamento di Vendola ma non dobbiamo dimenticare che si tratta di una scelta politica che investe questioni di fondo, di un profilo fondante del futuro politico di SEL che non può essere piegato ad esigenze di breve momento.
SEL oggi è un movimento, domani diventerà forse un partito. Può ricorrere a questa caratterizzazione fortemente personalizzata senza mettere in discussione quello che a me pare un principio fondante di una forza politica di sinistra e cioè costruire un soggetto politico di sinistra che non può avere queste caratteristiche ?
Per di più che senso ha mettere il nome nel simbolo in occasione delle regionali, essendo chiaro che Vendola non può che essere il futuro (speriamo) Presidente della Puglia ?
Sono convinto che questa scelta è un errore.
In ogni caso il movimento a cui penso e ancora di più il futuro partito non può essere un partito del leader e questo mi sembra contraddittorio con questa scelta.
L’Assemblea del Marriot mi aveva già lasciato non pochi dubbi ma avevo pensato che la fretta e il carattere perverso del tentativo di discriminare Vendola avessero indotto ad alcuni errori di personalizzazione.
Ora sono portato a rileggere l’Assemblea alla luce di questa proposta, ma in questo caso la scelta ha ben altre implicazioni.
Per questo insisto nell’invitare caldamente a rifletterci e in ogni caso vi confermo il mio personale dissenso - per quello che vale - da questa scelta.


guglielmo Care compagne e

guglielmo

Care compagne e cari compagni, condivido le osservazioni di Alfiero Grandi e delle compagne e dei compagni che mi hanno preceduto sulla scelta politica di inserire il nome di Vendola nel simbolo... Aggiungo una riflessione, non si era “DECISO” che il simbolo di SEL è di proprietà dell’assemblea costituente e che pertanto essendo gli unici detentori del simbolo, tale simbolo può essere cambiato solo dalla assemblea stessa, riflettiamo compagne/i la democrazia ha un costo , soprattutto, per sconfiggere la personalizzazione della politica italiana, fatta di malavitosi, imbonitori, nani e veline ..... La verifica empirica di questi processi di mutamento si può cogliere se si considerano le figure moderne di capitalisti che tendono a sostituire quelle tradizionali e di governo del paese. Ad esempio: Berlusconi è un capitalista cannibale per antonomasia, la Fininvest è lo scrigno del sistema Berlusconi, è l’emblema del nuovo capitalismo; essa è semplicemente una impresa che, producendo e veicolando pubblicità, produce bisogni, dipendenza, e ciò che essa vende sul mercato – nel nostro caso il simbolo - è appunto la induzione-formazione di bisogni per le merci dei suoi clienti/cittadini, questo a mio avviso si può definire cannibalismo politico; il capo alimenta se stesso e la sua società.......
Noi non possiamo apparire uguali.
Sono convinto del successo del compagno Vendola in Puglia e sono convinto anche del grande contributo che darà alla formazione del futuro partito della sinistra, a tutti noi buon lavoro.


una breve replica a Giovanni

una breve replica a Giovanni de Stefanis solo per ricordargli che oramai è più di un anno che il sottoscritto non ha più alcuna responsabilità in Sinistra Democratica, essendosi dimesso dall'incarico di Coordinatore Regionale della Campania all'indomani dell'insuccesso della lista della Sinistra Arcobaleno nelle ultime elezioni politiche.


Ma stiamo scherzando? Ma vi

Ma stiamo scherzando? Ma vi rendete conto che c'è tra di noi chi osa accostare Vendola a Berlusconi in nome di un comune 'personalismo'(Maria Agata Cappiello, Lello Porta ),sostenendo che, nella migliore delle ipotesi, Vendola sarà il governatore della regione Puglia (A.Grandi ) e che quindi non potrà essere di alcun interesse per l'elettore ligure (M.A.Cappiello).
Ma cosa vi sta succedendo, compagni? Ci sono nomi che vengono inseriti nei simboli perchè sono, di fatto, proprietari di quei simboli (e dei relativi partiti). In questi casi è sacrosanto parlare di culto della personalità, di populismo, di sospensione della vita democratica all'interno dei partiti, ecc. Di tutti i guasti degenerativi della politica, insomma, che non sono certo la causa della disaffezione dalla politica ma, certo, concorrono ad alimentarla.
Ma nel caso di una persona come Vendola ( sempre che ne abbiate seguito con attenzione l'impegno in politica e non solo), come potete pensare che l'inserimento del suo nome possa 'compromettere 'l'identità di SeL,o, come scrive Grandi, "piegare il futuro politico di SeL ad esigenze di breve momento"? Certo che il 'futuro partito non può essere un partito del leader', se il leader ne diventa il proprietario. Ma se il leader è colui che si mette a servizio del partito, risvegliando passioni e slanci gratuiti, promuovendo laboratori di idee e impegni 'alternativi' al vecchio modo di concepire e fare politica, allora dico: fortunato quel movimento che ha un leader di questa razza. Cui, certo, starà piccola la Puglia che - mi verrebbe da dire - è diventata il laboratorio ' emblematico ed esemplare ' che è diventato (come bene ha colto Fulvia Bandoli) grazie, proprio, a questo modo di essere leader.
All'amico Porta direi, quindi, di non preoccuparsi di 'derive personalistiche' e di chiedersi, semmai, perchè il nostro 'laboratorio campano', che doveva articolarsi in gruppi di studio e di lavoro capaci di coinvolgere i tanti, troppi disaffezionati dalla politica, non è mai partito consegnandoci così, inevitabilmente, alla resa deluchiana.
Giovanni de Stefanis, SeL Portici


Sono proprio contento che

Sono proprio contento che qualcuno dei compagni che scrive gli articoli (noi che mettiamo i commenti, siamo della categoria di quelli che commentano solo) abbia dichiarato il suo dissenso per la scelta di personalizzare il simbolo: siamo diventati come Berlusconi, come la lista Di Pietro, come la lista Dini, la lista di Beppe Grillo, ecc.; anche noi iniziamo, prima di nascere, a seguire la moda in vigore oggi in politica.
Io nutro una grandissima stima per Vendola, però questa mi sembra proprio una grande cazzata.

Beppe Ferrante


(Nessun soggetto)

MariaAgataCappiello

Condivido totalmente le osservazioni di Alfiero Grandi.
Penso che inserire un nome, qualsiasi nome, anche quello stimatissimo di Vendola a cui auguro con tutto il cuore di diventare di nuovo governatore della Puglia, sia controproducente in una lista che dovrebbe tenere conto di quanto molti elettori siano saturi del personalismo, che tra i tanti frutti discutibili del bipolarismo, negli ultimi vent'anni ha contribuito a portare tanta gente alla nausea della politica e all'astensione dal voto, anche grazie al culto della figura di Berlusconi, ma non solo.
Penso che introdurre il nome di Vendola nel simbolo di SEL sia un'operazione di basso mercato con un'ottica a brevissimo raggio e lo stesso Vendola dovrebbe rifiutarsi. A lui toccherà governare la Puglia, lo speriamo tutti, ma chi pensasse di votare SEL in Liguria si chiederà che c'entra Vendola? L'incarnazione della solidarietà dell'eguaglianza e della giustizia alle quali l'elettore di SEL aspira? Ma, a parte il fatto che Vendola non mi pare che ancora sia stato fatto santo, per affermare questa aspirazione da parte dell'elettore non dovrebbe essere sufficiente la croce sul simbolo di SEL?


Tu scrivi "SEL oggi è un

Tu scrivi "SEL oggi è un movimento, domani diventerà forse un partito". E' proprio quel "forse" che non mi fa essere daccordo con il tuo ragionamento.Noi ci troviamo di fronte ad una campagna elettorale che per molti motivi - prima la questione dei Verdi, poi i socialisti con i quali si è definitivamente rotto solo pochi giorni fa - ci trova in non poche difficoltà di tempo e dunque di visibilità. Sappiamo che la televisione in queste situazioni, di tempo molto ristretto, resta un fattore determinante perchè la gran parte degli elettori fa fatica a memorizzare un ennesimo nuovo simbolo di partito. Non sa che cosa dietro gli corrisponde; non sa di che idee, quel simbolo è portatore.E il tempo manca. Fa meno fatica a ricordare il volto di una persona e il suo cognome, se questa persona, presente più volte in televisione, sa trasmettere con passione, come Vendola indubbiamente sa fare, il valore delle idee del movimento che rappresenta. Di questo oggi abbiamo bisogno perchè abbiamo perso troppo tempo prima. Abbiamo bisogno di considerare queste elezioni prima ancora che una contesa elettorale un grande palcoscenico per avvicinare a SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA' il maggior numero di persone, di giovani di lavoratori e di donne soprattutto, per poter finalmente dare, con il Congresso di giugno, al nostro paese un nuovo, e spero finalmente duraturo partito della sinistra italiana. Se ciò avverrà avremo tempo dopo per darci tutto il tempo per farci conoscere per quello che siamo e vogliamo essere, senza bisogno di sole figure carismatiche.


ma perchè questa scelta?

ma perchè questa scelta? per trasformare anche SEL in un partito personale o per cercare di raccattare qualche voto in più alle regionali? concordo con Alfiero ed aggiungo: questa scelta non rischia di confinare Vendola nel recinto di un "partitino" escludendo la possibilità di proporlo quale punto di riferimento di uno schieramento più ampio....se non di un nuovo centrosinistra almeno di tutta la Sinistra?


In linea di principio come

In linea di principio come si fa a non essere d'accordo con Alfiero Grandi? Lo invito, però, a considerare che se c'è oggi, sulla modesta scena politica italiana, un leader vero, riconosciuto come tale per cultura, per passione civile, per distacco dal potere e dai suoi miti, questo è proprio Vendola. Ho trovato, quindi, assolutamente naturale - s'intende, nella... innaturale situazione che caratterizza la politica italiana post-porcellum - che il nome di Vendola fosse inserito nel nostro simbolo.L'espressione ' valore aggiunto ', qui, calza perfettamente. Si poteva benissimo evitare visto che i nostri elettori fanno certamente parte di quel 30% di italiani che - vedi l'ultima ricerca di Tullio De Mauro sulla cultura degli italiani - sa leggere e capire un testo. Ma privarsene, caro Grandi, sarebbe piuttosto autolesionistico e non aggiungerebbe carature nè etiche nè culturali nè squisitamente politiche al nostro progetto.
Giovanni De Stefanis, SeL Portici (NA)


Anche a me, come a molti, ha

Anche a me, come a molti, ha lasciato non poche perplessità questa scelta. Mi sono chiesto: avrei fatto la stessa cosa, per prendere qualche voto in più è giusto cedere su un punto così strategico ed identitario per noi? Detta così la risposta è: "sicuramente no".
Poi mi chiedo se quanta parte di sopravvivenza passa per queste elezioni regionali, penso ai compagni che lavorano nell'organizzazione e che molto spesso lo fanno gratuitamente ed a proprie spese, penso che una comunità solidale come dobbiamo essere noi, si deve far carico della sopravvivenza della propria struttura ed allora mi dico, forse per autoconvicermi, forse per usare un ennesimo alibi di resistenza all'attuale: se questo serve a resistere, accettiamolo...mi direte che è già così che si inizia a morire? Sì ma un po' tutta la vita è resistere nella maniera migliore alla morte.


donna di denari