di Riccardo Badino*
Gio, 14/01/2010 - 07:04
La C.M. 2/2010 “Indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana” rappresenta l’ultima “perla” di una campagna di disinformazione e mistificazione relativa alla reale situazione in cui versa la scuola italiana. Secondo il documento “l’elevata concentrazione nelle scuole e nelle classi di alunni con culture, condizioni, vissuti famigliari e scolastici, situazione di scolarizzazione e di apprendimento fortemente differenziati……………”costituisce una delle più rilevanti cause di criticità da cui conseguono insuccessi scolastici, abbandoni, ritardi nei processi di studio.”
Ecco, siete serviti detrattori del Ministro Gelmini e delle Sue politiche sull’istruzione.
Se la scuola annaspa, soffoca, o almeno respira a fatica, questo accade non per i tagli alle risorse finanziarie e di personale, non per scelte organizzative incongruenti come la proposta dell’istruzione “essenziale” da maestro unico e orari minimi, non per una confusionaria e immiserente riforma della secondaria di II grado. Nossignori questo accade perché ci sono troppi stranieri.
Stranieri bambini, stranieri ragazzi, stranieri giovani che portano a scuola le loro culture, certamente i loro bisogni e problemi, le loro speranze e la loro legittima voglia di emancipazione ed uguaglianza, cosa fanno: impoveriscono la scuola, ritardano i programmi, danneggiano i nostri figlioli così normali, così privi di problemi e difficoltà, così belli e puliti, verrebbe da dire così Ariani!
Stranieri minori: figli di immigrati adulti che hanno scelto di attraversare il Mediterraneo, di salire da Sud verso Nord per cercare condizioni dignitose di esistenza e che accettano e svolgono i lavori più umili, ma in taluni casi anche particolarmente preziosi (assistenza alle persone) che diversamente non troverebbero manodopera.
Ma che importa: la loro semplice presenza offre l’alibi al cattivo funzionamento dei servizi pubblici, alla precarizzazione del lavoro, all’individuazione delle cause dell’insicurezza e della mancanza di ordine pubblico: questi straccioni sono la minaccia, mica la criminalità organizzata collusa con la politica.
E allora anche la falsamente asettica e preoccupata circolare della Gelmini concorre all’operazione di propaganda, “buttala sullo straniero e nascondi l’incapacità di governare il Paese, l’economia, i servizi, il territorio e l’ambiente.
Le proposte di carattere, per così dire, operativo contenute nella C.M., precedute da analisi molto sommarie, si caratterizzano per l’uso di verbi come “limitare”, “differenziare”, “distribuire”, “assegnare”, “compensare”, “razionalizzare”, come se non si trattasse di persone, di esseri umani, bensì di fastidiose entità problematiche.
La fase operativa è comunque scaricata sulle Direzioni Scolastiche Regionali, sulle I.S.A. e in larga misura anche sugli EE.LL. per le necessarie attività di supporto.
Alle intese territoriali è demandato l’onere del come e del cosa fare per la cosiddetta “redistribuzione”. Già, ma dove l’offerta formativa è svolta da un numero limitato di Scuole, penso alle aree extraurbane, come si può fare? E poi gli alunni non sono tutti uguali?
Ecco il problema: l’uguaglianza.
Questo malefico principio annidato nei testi più diversi: la Costituzione, le Dichiarazioni dei Diritti, le Sacre Scritture e da lì a seguire. Questa perversa idea che minaccia la ricchezza di pochi e il loro privilegio e che nasce, come recentemente ricordato dal primo martire da souvenir, dall’invidia e dall’odio.
Nelle nostre scuole da anni esistono classi e sezioni “colorate”; accoglienza, rispetto, cooperazione e fratellanza sono state le armi dell’integrazione. Dove questo è avvenuto con un impegno serio e consapevole non sono state necessarie limitazioni percentuali.
La C.M. 2/2010 è inapplicabile per oggettive ragioni di impraticabilità in molte aree del paese, è incostituzionale perché viola il principio di uguaglianza, è contro l’autonomia scolastica perché invade campi di competenza non ministeriali, non dispone di alcuna base teorica sotto il profilo pedagogico e didattico, è sostanzialmente propagandistica perché non indica un centesimo di risorsa da utilizzare. È un pasticcio e anche una vergogna.
*Dirigente scolastico
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Condivido il sentimento di
Condivido il sentimento di vergogna e dispiacere per l'ennesima azione mirata ad erodere le basi dello Stato Democratico di Diritto e della nostra Costituzione.
Uguaglianza, accoglienza, umanità e non intenzioni contrarie, mascherate con termini da tecnica sociologica. Intenzioni ancor più vergognose se rivolte verso bambini e ragazzi.